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Rapporto Inail 2010 - Infortuni sul lavoro

E' stato presentato il rapporto annuale INAIL sugli infortuni sul lavoro accorsi nell'anno 2010.


Quanto è emerso dello studio statistico si presta ad una interpretazione positiva.

Di seguito un breve riepilogo. Il Rapporto Inail 2010 è consultabile sul sito www.inail.it


ITALIA: infortuni sul lavoro 2009 = 790.112

infortuni sul lavoro 2010 = 775.374

UMBRIA: infortuni sul lavoro 2009 = 15.291

infortuni sul lavoro 2010 = 14.872


da questo primo dato si registra, in Umbria, un forte calo negli infortuni (-2.7%), dato ancora più interessante se si considera che, nel corso del 2010, si è interrotta la drastica caduta dei livelli occupazionali che si era registrata nel 2009.


di seguito i dati relativi ai casi mortali.
ITALIA: casi mortali sul lavoro 2009 = 1.053

casi mortali sul lavoro 2010 = 980

UMBRIA: casi mortali sul lavoro 2009 = 17

casi mortali sul lavoro 2010 = 16


anche in questo caso si nota che la situazione in umbria rispecchia l'andamento nazionale facendo registrare un calo del 5,9% a fronte di una media nazionale di -6.9%.


il terzo dato riguarda le malattie professionali, unico dato in controtendenza sia a livello nazionale che regionale e unico dato ad aver accusato un ulteriore aumento.


ITALIA: malattie professionali 2009 = 34.753

malattie professionali 2010 = 42.347

UMBRIA: malattie professionali 2009 = 1.266

malattie professionali 2010 = 1.333


a determinare tale aumento concorrono fondamentalmente due fattori: il primo è legato ad una maggiore sensibilizzazione ed informazione nei confronti dei lavoratori, il secondo è l'entrata a regime delle nuove tabelle nelle quali sono state incluse come gabellate alcune malattie che prima non lo erano.


L'ultimo dato da analizzare, ma che troppo spesso non viene preso in considerazione, è quello della frequenza infortunistica, ovvero una analisi che tiene presente dell'effettiva esposizione al rischio.

Questi indicatori di rischio (indici di frequenza) sono fondati sul rapporto tra infortuni indennizzati e addetti-anno e vengono costituiti con riferimento alla media dell'ultimo triennio consolidato.

L'analisi delle frequenze a livello regionale porta alla luce spunti e considerazioni molto interessanti.

Infatti, prendendo in considerazione solo ed esclusivamente il numero di infortuni, avremo la Lombardia, con circa 133.000 infortuni, al primo posto in assoluto.

Ma prendendo in considerazione gli indici di frequenza, la regione con più elevata frequenza di accadimento risulta l'Umbria, che presenta un indice di frequenza di ben il 48% in più rispetto alla media nazionale, mentre al di sotto della media nazionale si trovano proprio Lombardia (-13%), Lazio (-31%) e Campania (-34%).


Questo significa che, per l'ennesimo anno consecutivo, è ancora l'Umbria la regione dove "potenzialmente" c'è un maggior rischio di infortuni sul lavoro, dove ci si infortuna di più.

La naturale conclusione è che, se è vero che tanto è stato fatto e messo in campo per la prevenzione e protezione dei lavoratori, tanto lavoro c'è ancora da fare, sia da parte degli imprenditori che da parte dei soggetti istituzionali.

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