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Coronavirus: Garante Privacy, no a iniziative fai da te nella raccolta dei dati

Soggetti pubblici e privati devono attenersi alle indicazioni del Ministero della salute e delle istituzioni competenti

Il Garante per la Protezione Dati, con Doc. Web n. 9282117 del 2 marzo 2020, ha emesso un provvedimento rivolto a soggetti pubblici e privati, per interrompere iniziative autonome che prevedano la raccolta di dati eccedenti e non necessari riguardo la salute e la vita dei propri lavoratori e degli utenti in generale.

La normativa adottata d'urgenza nelle ultime settimane, prevede che chiunque negli ultimi 14 giorni abbia soggiornato nelle zone a rischio epidemiologico, nonché nei comuni individuati dalle più recenti disposizioni normative, debba comunicarlo all' azienda sanitaria territoriale, anche per il tramite del medico di base, che provvederà agli accertamenti previsti.

I datori di lavoro devono pertanto astenersi dal raccogliere, a priori e in modo sistematico e generalizzato, dati sulla salute e informazioni riguardo a contatti e spostamenti avvenuti anche nella sfera extra lavorativa.
Tali accertamenti, svolti per limitare e prevenire la diffusione del Coronavirus, spettano esclusivamente agli operatori sanitari e al sistema attivato dalla protezione civile, che sono gli organi deputati a garantire il rispetto delle regole di sanità pubblica recentemente adottate.

Resta fermo l'obbligo del lavoratore di segnalare, al datore di lavoro, qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Permangono,inoltre, i compiti del datore di lavoro relativi alla necessità di comunicare, agli organi preposti, l'eventuale variazione del rischio "biologico" derivante dal Coronavirus per la salute sul luogo di lavoro e gli altri adempimenti connessi alla sorveglianza sanitaria sui lavoratori.

Il Garante, accogliendo l'invito delle istituzioni competenti a un coordinamento sul territorio nazionale delle misure in materia di Coronavirus, invita tutti i titolari del trattamento ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal Ministero della salute e dalle istituzioni competenti per la prevenzione della diffusione del Coronavirus, senza effettuare iniziative autonome che prevedano la raccolta di dati anche sulla salute di utenti e lavoratori che non siano normativamente previste o disposte dagli organi competenti.

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